La rivoluzione del 1963: la scuola media unicariforma gentile

GLI ANNI SESSANTA

scatta l’evasione scolastica, la ribellione al dramma delle bocciature: “ la Selezione classista”.

Aumento della dispersione scolastica ed il mancato conseguimento di livelli adeguati  di apprendimento.

L’affermazione: “da quale scuola provengano i nostri insegnanti se non che da una scuola al vento “ Ad ogni governo,seguono riforme e proposte nell’insicurezza ed incapacità di educare. La scuola è in mano alla politica, mentre segue un filone basato sull’idea portata dalla religione nell’incapacità organizzativa politica nel dare soluzioni che guidino all’educazione e non solo alla cultura.

A parte poche varianti, la struttura della scuola restava quella di un’istituzione in cui la cultura classica era vista come la cultura per eccellenza, pur con l’ibridismo del liceo scientifico, che si era venuto configurando negli anni come una sorta di liceo classico senza il greco ma con maggior spazio dedicato alla matematica e alla lingua straniera, e di durata pari al liceo classico.

Le scuole medie offrono due strade: una il proseguimento degli studi mentre l’altra l’approccio alla vita. Pertanto l’obbligo si estende ai 14 anni di età.

I programmi delle elementari ripristinavano l’insegnamento della religione cattolica, salvo richiesta di esonero, e valorizzavano il canto, il disegno, le tradizioni popolari. Vi era anche una relativa valorizzazione dei dialetti dell’italiano, ma una netta chiusura verso le minoranze linguistiche (soprattutto verso quelle delle nuove provincie slavofone e germanofone).

La struttura del sistema scolastico italiano resterà sostanzialmente improntata al modello del 1923 anche dopo la fine del fascismo, ed i programmi della scuola elementare non subiranno variazioni significative per oltre quarant’anni.

La Scuola media unica…

ha contribuito all’aumento dei frequentanti di tale grado di scuola: nel decennio 1961-1971 la popolazione italiana è cresciuta del 6,5%, mentre i frequentanti della scuola media unica sono cresciuti del 32,6%.

Fino alla introduzione della media unica i ragazzi si dividevano quasi equamente tra i due filoni, quello dell’avviamento professionale e quello della media, passando, per ognuno dei due, dalle 300.000 unità circa dell’immediato dopo-guerra alle 800.000 unità di dieci anni dopo.

Il picco di frequenze è stato raggiunto nell’anno 1982-83 con 2.849.000 frequentanti, mentre, con l’anno scolastico 2001-2002, e nonostante la presenza di 38.926 allievi di cittadinanza straniera, si è tornati ai livelli della metà degli anni sessanta.

La scuola media non statale ….

non ha seguito l’evoluzione numerica di quella statale, anzi: partita nel dopoguerra raccogliendo il 21,49% dei frequentanti, ha toccato il suo massimo storico prima della riforma, con circa 165.000 studenti (rappresentando però solo il 14,40% del totale), ed ha continuato il suo lento decremento, fino agli attuali circa 94.000 frequentanti, pari al 5,22% del totale.

La frequenza della scuola secondaria superiore….

ha subito un’accelerazione con l’entrata in vigore della scuola media unica: il tasso di incremento nel decennio predente l’approvazione della legge era stato del 36,61%, mentre nel decennio successivo si passa al 58,28%.

Il boom di frequentati la scuola secondaria superiore si ha nel 91-92, con 2.858.221 studenti, ed il calo dovuto alla denatalità è meno evidente che quello della scuola media: la frequenza odierna si attesta intorno ai 2.400.000 studenti.

LA RIFORMA DEL 1968-1969

LA RIFORMA DEL 1968-1969

L’istruzione viene così a strutturarsi su cinque classi elementari, tre classi medie (scuola dell’obbligo) e i tre licei, scientifico (cinque anni), classico (cinque anni, pur mantenendo l’anacronistica distinzione fra biennio ginnasiale e triennio liceale) e artistico (quadriennale), oltre agli istituti tecnici quinquennali e all’istituto magistrale, di quattro anni. Nell’anno scolastico 68/69 viene introdotta la riforma “sperimentale” degli esami di maturità, la cui “sperimentazione” dura, secondo la miglior tradizione nazionale, da un trentennio.

Nel 1968 viene istituita la Scuola materna statale e nel 1969 vengono emanati gli Orientamenti per la scuola materna.

Nel 1969, anche sotto la spinta di una rilevante stagione di movimenti studenteschi, vengono approvate norme che liberalizzano l’accesso agli studi universitari e che modificano, rendendolo meno impegnativo, l’esame di maturità.

Published by Marco Brevi

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