L’obbligo di frequenza non vale l’obbligo al giudizio

Abbiamo visto seguito e subito pensieri pedagogici tali a quelli politici nella certezza di essere stati nell’ideologia educativa più congeniale perché il nostro futuro apprendesse l’arte del vivere educatamente e culturalmente incontrandosi al contrario con teorie mancate: bacchettate – punizioni – voti – punti (che sostituivano i voti) – giudizi scritti e verbali – adesivi colorati, stelline e quant’altro abbia voluto dare un voto al lavoro obbligatoriamente proposto con la paura della bocciatura. ( obbligato a frequentare, obbligato a prendere i giudizi)

Non comportarti male oppure sarai bocciato, non comportarti male oppure finirai all’inferno!!!

Il giudizio incontra la valutazione, povera espressione e di facile consumo misurata in tante forme sempre uguali di poco valore con scarsa visione verso qualità personali e prossimo futuro

Published by Marco Brevi

Idealist within the innovation where an abstract concept in intuition create quality style in our life

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