Che ve lo dico a fare….

Emergenza educazione dove la scuola grida al suo ruolo di essere scuola

Per fare fronte ad una evoluzione di necessario bisogno dove la crescita sviluppo, innovazione, l’evoluzione della scuola verso periodi contemporanei, studi pedagogici guidati da ambiente in una migliore qualità di vita scolastica indirizzata ad operatori scolastici come per studenti.  Qui, seguendo l’affresco della scuola di Atene, suddividendo la cultura e condividendola con l’educazione, il progresso della scuola si evolve con parametri di tempo che incontrano un vero calendario scolastico. Le materie scolastiche formano un marketing culturale e la scuola merita il suo appellativo nel guardare al futuro in quanto appunto scuola, cultura, perenne evoluzione, educazione al savoir vivre

La scuola Di Atene nel XXI secolo

Human progress depends on new ideas dove Il senso della scuola è dare un senso alla scuola

Il progresso non succede per caso, il futuro stesso ha una sua rotta nella più chiara probabilità che vede ogni individuo muoversi secondo parametri sconosciuti all’uomo ma metafisicamente corretti nell’evoluzione della specie.

Tutto il sistema è creato sulla creazione di problemi, i problemi producono profitti, caos rincoglionimento sociale

capra capretta che bruchi l’erbetta buona mangiatina di sale da cucina  il sale è salato la bimba è nel prato te ne racconto un’altra…

La soluzione alla pedagogia nell’ottimizzazione della scuola dell’obbligo

Attenti a quei due…

Pinocchio e Lucignolo sono stati richiamati dalla loro favola per mettere a punto alcune situazioni che non erano chiare; decisero che avrebbero riformato, rinnovato, ri-organizzato la scuola.  Lucignolo non era morto come un asino sotto il duro lavoro nonostante già fosse stato punito e condannato perché amava la vita ma ricompensato e non giudicato, così fu anche per lo spirito di Pinocchio il quale si trovava in una profonda e costante angoscia dopo aver appreso della morte del suo miglior amico nella paura di cadere in simile sorte, I due eroi avevano appreso che sarebbe stato di grande aiuto unire i propri desideri a favore di una rivalutazione a migliore vita scolastica. 

Ma come si era permesso questo pretaccio senza chiesa e con seri problemi di erezione tanto da rifarsi sulla crescita di un naso nel distruggere la natura di due ragazzi nel tragico sviluppo della vita coprendola con morali e modelli e tormenti psicologici e sottili amputazioni spirituali. Morali che un bambino non conosce nella sua proclamata innocenza del divenire, morali non adattabili nel loro tempo e comunque non verificabili a lungo termine nella considerazione scientifica dell’essere tutto in perenne movimento.

Perché guardare ad un asino, nobile animale di grande valore con sopportazioni alla fatica non indifferenti, con il pensiero che sia ignorante, stupido, fannullone!  In un simile trambusto tra animali innocenti, fate vestite a chiesa, grilli sapientoni, il peccato non poteva certo mancare ed in una serie di tragedie cosi dettate ecco i prodotti in ribelli sociali e furbi di quartiere.

Così non puo’ andare avanti, l’educazione ha bisogno di nuova vita tanto quanto l’evoluzione tecnologica; abbiamo pertanto una scuola modello medievale con un misero povero insignificante timido approccio verso il digitale. Le fondamenta su cui tutta la pedagogia si appoggia sono putride di ignoranza, consumata arroganza e bigottismo politico non più di moda portano al credere di vivere solo perché vittime di un consumismo vestito ad economia da black friday.  

Le Muse, Dee della sapienza e direttrici del museo richiamano le danze a corte della vita per svegliare un interesse globale lasciato al degrado

I due giovani, nella loro unica ed irripetibile innocenza di gioventù, arte assoluta dell’inizio del cammino della coscienza, si muovono a passo sicuro nelle mani della vita stessa che li ha generati

Pinocchio, con le colpe di un abbecedario non usato e’ costretto ad usare bugie per nascondere una natura che lo porta a propria luce. Le attrazioni create dalla società nel contorno della vita sono tante ed accendono desideri di conoscere, scoprire, imparare ad aria libera, respirare, vedere e sentire il movimento della vita che scorre dentro attraverso il correre, osservare il semplice corso dell’accendere conoscenza. Una gioventù che capita una sola volta nella vita mentre nel venire bloccata da un banco viene limitata a poche singolari pagine ed il mondo, visto in una piazza è molto di più di alcune foto pubblicate. Il mondo e’ blu la scuola e’ grigia.

Poco hanno da dire gli insegnanti nello stare seduti con la schiena dritta per evitare i dolori da portamento “spalle ricurve”, sono le sedie che fanno schifo, il banco è noioso, l’aria stessa che si respira e’ vecchia…anche se si aprono le finestre. Il tempo libero considerato come pausa per chi ha energia da regalare è contato in pochi minuti ed ancora non si capisce dove si voglia arrivare con tutta questa apparente robotizzata conoscenza; noia ed automatica pigrizia, assopimento, nell’ascoltare e non potersi muovere né tanto meno esprimersi in una qualsivoglia piccola esperienza appena testata …. Di fatto i giochi sono là, fuori, nel campo fuori dalla scuola ed oggi nevica, attaccati col naso alla finestra la possibilità di pausa si riduce al costretto spazio limitato del corridoio, pieno di urla, sporco, vuoto d’educazione e soggetto a giudizi comportamentali di una libertà che trova sfogo nella ribellione dei sensi. HELP! Se mangiafuoco non avesse regalato quelle monetine, a scuola per averne 5 Pinocchio avrebbe impegnato tempo in problemi da risolvere e comunque senza possederle! Tanto vale perderle nell’esperienza del non ricadere.

Urla Pinocchio: “Dove sono i burattini…voglio vedere i burattini!”,  questo è tempo per giocare e nel giocare conoscere e conoscersi; eppure devo fare contento papà che ha venduto la giacca per un libro che non incontra il mio interesse, la verità è….che il mio babbo crede di non essere intelligente e vuole per me che io non diventi come lui! Al contrario, credo che anche se povero, il mio papà è molto intelligente, è un falegname, un artigiano, un artista del legno e fare un mobile non è cosa facile…ha creato anche me! Mannaggia ! Io voglio bene al mio Papà ma non voglio fare le cose che mi dice di fare, perché non sono le mie…chissà, forse un giorno; ….ed ora tra Fata e Grillo che mi martellano con questi consigli, accendono pensieri che non mi appartengono…una confusione che pergiudica il mio sentirmi libero, non faccio male a nessuno, seguo il mio istinto, sono del segno del Sagittario …allegro e dinamico. 

La provvidenza infatti non tarda ad arrivare nell’incontro con Lucignolo, anche lui un personaggio che pensava a divertirsi; tutt’altro che stupido, aperto alle avventure usava il motto: “il movimento è vita e guardare al cielo disteso nel campo fiorito è poesia, avrò nel tempo interesse per leggere ma per il momento preferisco coltivare i miei desideri, fiorire i miei sogni. Il grande Lucignolo portava con sé personalità e libertà, una caratteristisca destinata ai pochi che si trasformano in leader; la stessa libertà dell’asino nella sua prerogativa d’essere nel suo quotidiano lavoro. La  sfortuna nell’aver incontrato una malsana mano collegata ad un cervello modificato, bacato ad interesse religioso (non pensante) che ripose e sostituì un bambino di nobile natura al peccato del divertimento, ( per questo stesso motivo il gioco è tenuto fuori dalla scuola ) hai giocato? Ora paga il tuo peccato e studia!

Lo scontro tra i voleri di DIO nella natura corrotta dell’uomo: “ in quanto DIO ti dà il desiderio del divertimento e ti mette anche nella posizione nella quale divertendoti sarai trasformato in asino e morirai di lavoro”!   ma…allora, cosa devo fare? Se gioco e mi diverto sono punito e se lavoro muoio sotto il peso stesso della fatica! ma allora qual’è il lavoro del prete! Maledetto… pretaccio!

che ve lo dico fare….

Published by Marco Brevi

Idealist within the innovation where an abstract concept in intuition create quality style in our life

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