Liberta’ pedagogica

Nell’obbligatorietà di frequenza scolastica parlare di libertà pedagogica suona come una setta, un movimento all’interno di un pensiero già creato da altri. Si può parlare di “libertà pedagogica” solo quando lo studente stesso non è limitato nello stare seduto ad un banco e richiedere permesso per accedere ai servizi davanti ad una cattedra nell’intimità di altri alunni.

Si invita pertanto l’alunno ad una libertà di postura in ambiente che favorisce detta espressione. L’offerta di libri e materiale didattico completano una responsabilità nel favorire informazione… Una libertà pedagogica non insegnerà un solo pensiero religioso ma guiderà alla moltitudine delle politiche spirituali, ampliandone la visione si cancellano razzismi culturali.

La libertà pedagogica incontra un tempo di frequenza scolastico che unisce tutti i periodi che separano l’obbligatorietà scolastica. Una liberta’ pedagogica misura la valutazione in base alle qualita’ personali mentre le materie scolastiche lasciano il proprio giudizio all’alunno stesso che le precede e non all insegnante.

Dal momento che un alunno entra in una scuola, la sua libertà è già terminata. Se la scuola offre guida ad una libertà di movimento e pensiero in ambiente preparato per attivare cultura ed educazione allora è possibile muovere la scienza pedagogica e chiamarla in quanto “liberta’ pedagogica” appunto la’dove spazio ed ambiente incontrano la pedagogia

Published by Marco Brevi

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