Limitare la felicità imitando la tristezza perpetuandola

soffrire nella sofferenza…ogni giorno ed arrivare al punto di morte nel scoprire, ormai troppo tardi, dell’aver sbagliato tutto, del non aver vissuto ( come scriveva H.D. Thoreau) ma personaggi simili e’ molto probabile che non se ne accorgeranno mai! …e forse un po tutti ci siamo un giorno detto…:”ma dove ho sbagliato”!

Se in un illusorio ed inimmaginabile giudizio universale ed attraverso le immancabili gioie e dolori che si sperimentano nella strada della vita che accompagnano la  crescita a semicompimento, la valutazione ed il giudizio che viene portato a scuola hanno un senso totalmente personale tra alunno ed insegnante è questione di chimica rapportate e relazionate al sociale.

Insomma, ripagare un alunno con giudizi e valutazioni basate su parametri molto ristretti sia quelli derivati dalla struttura dell ambiente che quelli scolastico organizzativi, ecco che questi hanno un tempo limitato al momento stesso nel quale vengono portati, mancano di incongruenza, l’inintrensicabile innesto della preparazione mancata in tutti sensi.

L’alternativa all’obbligo dell’istruzione è quella parentale, la libertà di alzarsi all’ora che si vuole, e decidere la giornata: Giocare nel lavorare. Non ci sono giudizi nell intimita’ degli altri componenti. L’uomo nel prendere una responsabilità di giudizio verso i “clienti scolastici” che cercano un risultato vero al desiderio di giocare, conoscere, essere personaggi, imparare nel divenire incontrano al contrario chi li rende vittima di amputazioni spirituali. Dov’e’ il rispetto della privacy quando uno studente viene richiamato alla cattedra, deriso o ripreso dall insegnante!!! Dov’e’ la privacy?

Il desiderio di dovere e volere giudicare è una realtà malsana con spirito tutto religioso riportato nella scuola perche’ bisogna soffrire esattamente quanto il signore Gesu’ Cristo ha sofferto; Non e’ valido il gioco, il divertimento…non per nulla il gioco, la ricreazione si trova fuori dalle mura della scuola…

l’eterna attesa che porta al momento dell’essere giudicati ed infine con chi prendersela in un tempo senza spazio e possibilità di replica al cospetto di colui da noi creato ad immagine e somiglianza cui giudizio sarà per l’eternità! Non vi sarebbe il tempo di rimediare e le scuse non rimarrebbero altro che parole in una disperazione personale…. E le scuse del bambino sono almeno 8 volte maggiori.

Un giudizio al quale gli insegnanti stessi sono stati soggetti ed a ruota seguono e perpetuano come robot senza cervello proprio perché nessun altro sistema gli ha permesso di comunicare il vivere la scuola e vedere al di la’ della preparazione lobotomizzata che hanno seguito e vissuto. Vittime di chi ha subito il giudizio ora vuole il meccanico operare nell’essere a sua volta giudice, sentirsi protagonisti, il potere e la forza del poter giudicare, il protagonista scolastico di una farsa educativa, una malsana idea di fare scuola. Dare un valore al lavoro svolto dagli insegnanti attraverso la risposta degli alunni che chiaramente non possono rispondere tutti con la stessa moneta, giacché non tutti hanno la stessa capacita’, disponibilità conoscitiva, neurologicamente diversi e quindi valida nello stesso tempo dove non tutti hanno ricevuto o captato nella stessa forma.

la stessa comunicazione …. “neuroscienza”, con lo stesso interesse nella considerazione chiara che non tutti avranno lo stesso interesse, forza ed attitudine per le materie proposte. Chi è più portato per una materia, chi per un’altra.

Cosa si raccontano insegnanti che hanno mal valutato tutti gli alunni che in seguito sono diventati personaggi di interesse mondiale! ( come sempre accade, si trovano delle scusanti, motivazioni senza valore prese in prestito da un qualche loro libro) eppure non se ne fanno una ragione e continuano nell’errore…

Il giudizio di fatto e’ dato dalla vita stessa, i genitori, il proprio credo, la scala della vita nel seguire un ideale, una figura, un sogno. Il giudizio di se stessi attraverso la coscienza che bussa alle porte dell’intelletto, un esperienza che non ha fine…non se ne conosce l’inizio, la storia dell’uomo all’interno di una società! Pertanto la scuola non fa altro che aumentare il ripetere, riportare, approfittare nel dare un giudizio nel giudizio stesso che la vita muove verso il tuo crescere.

La scienza dell’istruzione vuole innovazione e continua ricerca nello sviluppo educativo e culturale ambientabile, il giudizio quindi non ha il tempo di essere emesso poiché in continua evoluzione..Un controsenso per l’insegnante compagno amico/nemico; la maestra che saluti con un giornaliero buongiorno, si trasforma in giudice sul tuo operato giudicandoti, non per il saluto che porta educazione ma con l’arma che lei ha nelle mani senza prendere in considerazione l’individuo nella sua personalità in perenne mutamento e quindi non conclusa ma sempre in crescita.

Il voto, il giudizio di per sé chiude un tempo: hai preso 4/8/10.  I voti sono dati in un contesto definito ”gratis”, costa poco per un lavoro che è costato impegno, attenzione, sopportazione, soffocamento di ore seduto ad uno scomodo banco. Attivandosi a nuova esperienza la scuola acquista valore rinnovato, educativamente e pedagogicamente corretto e non castigato. Ci sono piu’studenti che desiderano avere un premio al proprio operato che non l’obbligo ad un giudizio scritto

Published by Marco Brevi

Idealist within the innovation where an abstract concept in intuition create quality style in our life

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